| da anni gli enti locali soffrono della mancanza di credito sia per
investimenti in opere pubbliche, sia per la copertura dei disavanzi
economici dei bilanci cui sono costretti dalla rigidita' e
insufficienza delle entrate. tale situazione, determinata dalla
inadeguatezza dei mezzi raccolti dalla cassa depositi e prestiti
(risparmio postale e cartelle di credito) e dalle restrizioni alla
politica creditizia del sistema bancario attuate negli anni 1973-74
dalle autorita' monetarie, e' ora sensibilmente mutata in seguito
all' azione svolta dagli enti locali. innanzitutto, e' stato
deliberato l' aumento del tasso d' interesse corrisposto al risparmio
postale e con le nuove disponibilita' stimate per il 1975 e 1976, la
cassa ha deciso di concedere mutui in contanti a totale copertura dei
disavanzi di bilancio degli anni 1971 e 1972, e in cartelle di
credito comunale e provinciale dei disavanzi del 1973. la cassa, in
data 15 gennaio 1976, e' intervenuta inoltre deliberando l'
accoglimento, fino al 30 giugno 1976, di tutte le domande di mutuo
per opere pubbliche, con o senza il contributo statale o regionale,
senza alcun limite d' importo. infine, e' stata stabilita
legislativamente la garanzia dello stato, sia pure fino al 30 giugno
1976 ed entro il limite d' importo di 1000 miliardi, per gli enti che
abbiano esaurito le delegazioni sulle entrate a garanzia dei mutui.
queste misure, pur modificando un periodo di semi-paralisi della
cassa depositi e prestiti, non sono sufficienti comunque ad
assicurare la copertura di tutto il fabbisogno degli enti locali e,
oltre a cio', bisogna tenere presente l' eventuale opportunita' di
prorogare il doppio limite del 30 giugno 1976, di per se'
relativamente ristretto.
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