| l' a. propone una serie di riflessioni approfondite sul concetto
storico-giuridico di proprieta'. egli prospetta la tesi secondo cui
la scienza giuridica ufficiale dell' ottocento non ignoro' -ne'
sottovaluto'- il significato della legislazione speciale sulla
proprieta', bensi' si adopero' per offrire a questa il quadro
sistematico piu' aderente alla sua linea fondamentale di svolgimento.
quella legislazione speciale, infatti, appariva profondamente
solidale con le definizioni scientifiche che, nell' eta' dei codici e
dei "sistemi", avevano posto l' accento sulla pienezza dei poteri dei
proprietari, dal momento che la maggior parte di quelle disposizioni
non poteva essere utilizzata per sostenere l' esistenza di una linea
restrittiva della situazione proprietaria. l' a. nota come la
divaricazione prodottasi all' interno del concetto di proprieta'
privata non sia gia' stata conseguenza dell' opposizione di un
interesse della collettivita' ad un interesse dei proprietari, ma
piuttosto effetto della contrapposizione di una proprieta' dinamica
ad una statica, il cui sacrificio e' giustificato con le ragioni
della produzione industriale. l' a. conclude osservando come a tale
contrapposizione progressiva tra ragioni della proprieta' e ragioni
della produzione, nello sviluppo storico successivo verra' a
sostituirsi l' attenzione per i criteri in base ai quali gli
interessi degli imprenditori sono tutelati e diversificati. ormai, l'
intera problematica si situa totalmente sul terreno dell' impresa, e
non piu' su quello tradizionale della proprieta'.
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