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Documento


106392
IDG760100056
76.01.00056 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
d' ippolito federico
la legge agraria di spurio cassio
Labeo, an. 21 (1975), fasc. 2, pag. 197-210
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
s1221
sociologico-politica
nel 486 a.c. roma, sconfitti gli ernici, concluse con essi un trattato che le permetteva di annettersi due terzi del loro territorio. il console spurio cassio si fece allora promotore di una rogatio agraria in base alla quale si sarebbe dovuto dividere questo territorio in parti uguali fra plebei e latini, e ad esso avrebbe dovuto essere aggiunta anche una parte dell' ager publicus, che era posseduta da privati. la proposta, osteggiata dai senatori, non fu pero' votata e cassio, appena uscito di carica, fu ucciso. se fermiamo l' attenzione sui fatti politici nel cui panorama si inscrisse tale vicenda, possiamo fare alcune interessanti constatazioni: spurio cassio, che era plebeo, ricopri' cariche pubbliche per circa diciassette anni consecutivi e l' anno della sua morte, il 485, segno' al tempo stesso, l' emersione del gruppo fabiano e l' esclusione della gens cassia dalle cariche pubbliche, esclusione che duro' ininterrottamente fino al 171. tutta la vicenda (della cui storicita' non puo' dubitarsi, nonostante l' opposta opinione di mommsen e mazzarino), testimonia come lo sfortunato console del 486 perseguisse una politica di pacificazione e di alleanza con i popoli del lazio, collegata probabilmente da un lato con l' estrazione latina della sua gens, e dall' altro con il tentativo di utilizzare le masse plebee e latine contro l' attacco che si preparavano a sferrare i fabii, patrizi e filoetruschi. in questo quadro, la legge agraria deve percio' essere interpretata come un momento del drammatico scontro tra i due opposti gruppi dei cassii e dei fabii per la conquista del potere. la fine di spurio cassio ed il fallimento della sua politica furono dovuti all' accortezza dei fabii ed all' incapacita' della gens cassia di legare a se' le masse plebee.
liv. 2.41 d.h. 8.72
Ist. dir. romano - Univ. CT FI



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