| il secolo v vede nella gallia l' arrivo e l' insediamento di popoli
barbari: franchi, burgundi, visigoti. l' evoluzione del diritto in
questo nuovo quadro viene seguita dall' a. tenendo distinti il potere
e la societa', il diritto pubblico e quello privato. viene
innanzitutto ricostruito il quadro amministrativo della gallia
(amministrazione finanziaria, esercito, giustizia) nelle sue linee
essenziali, sia per le istituzioni tradizionali che per le
innovazioni del v secolo. sono esaminati successivamente, nell'
ambito della questione dei rapporti dei romanicon i barbari, i
problemi dell' insediamento dei barbari, del diritto applicabile ai
due popoli e dell' organizzazione dei regni barbarici, sia negli
elementi giuridici che negli aspetti politici, psicologici e
sociologici. per quanto riguarda la chiesa, l' attenzione dell' a. si
limita al ruolo politico, sociale e culturale, che fu di eminente
conservazione della tradizione romana. nella seconda parte del volume
l' a. si preoccupa di ricostruire un quadro della societa' nella
quale si applica il diritto del v secolo: discriminazioni nazionali
nell' organizzazione politica e distinzione tra "potenti" (i
senatori) e "protetti" in campo sociale. quanto al diritto di
famiglia, che e' quello su cui siamo meglio informati, esso si
ricollega al diritto romano del basso impero nella sua pratica
volgare: le influenze barbariche non si fanno sentire, mentre invece
il cristianesimo vi e' penetrato profondamente. l' intera ricerca
conferma che le invasioni barbariche non provocarono la morte di
roma: alla lentezza dell' evoluzione politica corrispose un analogo
fenomeno nel campo del diritto.
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