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| IDG760900004 | |
| 76.09.00004 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| vairo gaetano
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| il momento consumativo dell' evasione
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| Arch. pen., vol. 30, an. 4 (1974), fasc. 1-6, pag. 47-66
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d51210
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| la mancata definizione, da parte del legislatore penale, del reato di
evasione ha creato difficolta' nell' individuazione del suo momento
consumativo. la prevalente dottrina e giurisprudenza si e' espressa
nel senso che l' evasione deve ritenersi consumata quando il soggetto
si sia sottratto in maniera completa alla sfera di custodia degli
agenti. secondo l' a. l' unico criterio valido per individuare il
momento consumativo dell' evasione e' quello della determinazione del
momento preciso nel quale il soggetto, agendo con una delle tante
possibili modalita' di condotta, viola il bene giuridico tutelato
dalla norma di cui all' art. 385 codice penale. e cioe' l' interesse
che ha lo stato, tramite i suoi organi rappresentanti, al
mantenimento della restrizione personale del custodito. la natura
formale del delitto di evasione comporta la configurabilita' del
tentativo soltanto c.d. incompiuto e imperfetto, mentre esclude la
possibilita' del tentativo c.d. compiuto e perfetto, in quanto la
realizzazione completa della condotta criminosa comporta
automaticamente la realizzazione dell' evento in senso giuridico.
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| art. 385 c.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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