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106453
IDG760900013
76.09.00013 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
pavarini massimo
configurabilita' dell' aggravante del nesso teleologico nel caso che reato-mezzo e reato-fine siano unificati dalla continuazione
nota a cass. sez. ii pen. 18 marzo 1970
Arch. pen., vol. 30, an. 4 (1974), fasc. 1-6, pag. 47-63
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
d50122; d5014
considerazioni critiche alla sentenza della corte di cassazione secondo la quale, nel caso di reato continuato, non si puo' sostenere l' esclusione dall' aggravante del nesso teleologico, in quanto la natura dei 2 mezzi e' diversa: l' uno fondato sulla maggiore pericolosita' del colpevole, l' altro, la continuazione, che trova la sua ragione d' essere nell' unicita' del disegno criminoso. per la cassazione, infatti, l' elemento psichico che sorregge il reato continuato non va confuso con i vari momenti volitivi e rappresentativi propri dei singoli reati. per l' a., invece, l' istituto della continuazione e l' aggravante teleologica sono riconducibili ad una comune natura, presentandosi come 2 opposti aspetti dello stesso fenomeno giuridico.
art. 61, n. 2, c.p. art. 81 comma 2 c.p. art. 81 comma 3 c.p.
Ist. dir. penale - Univ. TO



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