| 106486 | |
| IDG760900050 | |
| 76.09.00050 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
| |
| pizzorusso a.
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| | |
| nota a ord. ass. pisa 9 gennaio 1975
| |
| Foro it., vol. 98, an. 100 (1975), fasc. 2, pt. 2, pag. 70-72
| |
| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
| |
| d6145
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| anche nel vigente regime carcerario, discende direttamente dall' art.
15 della costituzione il divieto assoluto di intercettare, ossia di
ascoltare o registrare clandestinamente, conversazioni di detenuti,
salvo il disposto delle norme di procedura per le conversazioni o
comunicazioni a distanza. non possono, quindi, essere utilizzate come
prova nel processo penale le registrazioni di conversazioni svoltesi
tra imputati detenuti ed acquisite all' insaputa di costoro, anche se
per ordine del giudice. in conseguenza dell' inutilizzabilita' delle
intercettazioni illegittime, si ha la nullita' di quegli atti
istruttori che consistano nella loro utilizzazione diretta, fra i
quali vanno compresi gli interrogatori degli imputati nelle parti in
cui contengono il riconoscimento dell' autenticita' dei colloqui
clandestinamente registrati e le risposte alle relative contestazioni
| |
| art. 15 cost.
art. 226, comma 4, c.p.p.
art. 226 bis c.p.p.
art. 339 c.p.p.
l. 8 aprile 1974, n. 98
| |
| Ist. dir. penale - Univ. TO
| |