| 106490 | |
| IDG760900054 | |
| 76.09.00054 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| boschi m.
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| nota a cass. sez. un. pen. 22 giugno 1974
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| Foro it., vol. 98, an. 100 (1975), fasc. 6, pt. 2, pag. 206-209
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| d6113
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| la detenzione preventiva e' giustificata dalla presunzione che la
persona, accusata di un reato particolarmente grave e per il quale
concorrono sufficienti indizi di colpevolezza, sia in condizioni di
porre in pericolo quei beni a tutela dei quali la predetta detenzione
e' disposta. per evitare il pericolo che questa travalichi i limiti
di legittimita' costituzionale occorre che sia limitata nel tempo e
sia disciplinata in maniera differenziata oltreche' in relazione ai
vari tipi di reato anche alle varie fasi di procedimento. in materia
le sezioni unite penali ribadiscono l' orientamento non rigoristico
per il quale ai fini della determinazione dei termini massimi di
custodia preventiva per la fase del giudizio occorre riferirsi alla
pena edittale prevista per il reato ritenuto in sentenza, tenendo
altresi' conto degli aumenti per le circostanze aggravanti, delle
diminuzioni per quelle attenuanti e del compiuto giudizio di
comparazione fra le circostanze.
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| art. 255 c.p.p.
art. 272 c.p.p.
art. 275 c.p.p.
l. 1 luglio 1970, n. 406
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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