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| IDG760900061 | |
| 76.09.00061 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| boschi m.
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| nota a cass. sez. v pen. 5 luglio 1974
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| Foro it., vol. 98, an. 100 (1975), fasc. 12, pt. 2, pag. 353-354
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d5001; d6223
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| salvo qualche isolata decisione in contrario, la giurisprudenza della
cassazione e' da tempo orientata nel senso della massima. anche in
dottrina prevale la tesi che, ai fini dell' art. 2 codice penale, la
valutazione della disposizione piu' favorevole non dev' essere fatta
in astratto, e cioe' norma per norma, sibbene in concreto,
paragonando i risultati che derivano dall' applicazione delle 2 norme
alla fattispecie che si presenta all' esame del giudice; ritenendosi
piu' favorevole quella che, in ordine alla medesima ipotesi, conduce
a conseguenze meno rigorose per il reo. l' a. auspica poi una
sollecita pronuncia delle sezioni unite penali che stabilisca se la
corte di cassazione debba applicare direttamente, senza pronunciare
annullamento con rinvio, le disposizioni di legge piu' favorevoli
all' imputato solo nel caso che queste siano entrate in vigore
posteriormente alla emanazione della sentenza impugnativa ovvero se
debba provvedervi in ogni caso.
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| art. 2 c.p.
art. 538 c.p.p.
l. 18 giugno 1974, n. 226
l. 7 giugno 1974, n. 220
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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