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| IDG760900095 | |
| 76.09.00095 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| long g.
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| nota a cass. sez. un. 22 giugno 1974
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| Giur. it., an. 127 (1975), fasc. 2, pt. 2, pag. 49-50
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d6113
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| l' a. in materia di detenzione preventiva e decorrenza dei termini,
cosi' come queste materie sono state regolate, dalla legge 1 luglio
1970, n. 406, fa una disamina delle posizioni assunte dalla
giurisprudenza in materia. in alcune decisioni il supremo collegio ha
affermato che per il computo della pena ai fini della scarcerazione
automatica ci si deve sempre attenere all' art. 255 codice procedura
penale che, per l' emissione del mandato di cattura stabilisce che si
ha riguardo alla pena edittale con l' aumento previsto per le
aggravanti senza tenere conto delle attenuanti, fatta eccezione per
l' eta'. un' altra corrente giurisprudenziale nega invece, che si
possa applicare l' art. 255 codice procedura penale al di la' dell'
ambito cui esso si riferisce. da cio' deriverebbe l' esclusione delle
aggravanti dal computo per la scarcerazione automatica, qualora la
sentenza di condanna riconosca l' equivalenza tra i 2 tipi di
circostanze. discende ancora da cio' che le attenuanti, quando siano
riconosciute e siano sole o comunque prevalenti sulle aggravanti,
devono essere computate a diminuzione della pena edittale.
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| l. 1 luglio 1970, n. 406
art. 275 c.p.p.
art. 255 c.p.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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