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| IDG760900097 | |
| 76.09.00097 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| delpodio roberto
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| nota a cass. sez. iii 29 ottobre 1973
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| Giur. it., an. 127 (1975), fasc. 2, pt. 2, pag. 65-66
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d50231; d50202; d5020
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| l' a., prendendo spunto da una sentenza che afferma che l' infermita'
parziale di mente non opera automaticamente in relazione ad ogni
altro episodio di cui lo stesso soggetto sia chiamato a rispondere,
poiche' lo stato di imputabilita' deve essere riferito al momento del
commesso reato, fa una disamina delle affermazioni giurisprudenziali,
le quali sono costanti nel ritenere che il riconoscimento dell'
infermita' di mente, contenuto in una sentenza, non puo' vincolare il
giudice di un altro procedimento successivo a carico di una stessa
persona, poiche' l' accertamento delle condizioni mentali dell'
imputato deve essere fatto in relazione al tempo in cui e' stato
commesso il reato da giudicare. e' discusso invece quale tipo di
misura di sicurezza debba essere applicata all' imputato semi-infermo
di mente dichiarato delinquente abituale: alcune sentenze applicano
il ricovero dell' agente in una casa di cura e di custodia, mentre
altre ordinano la liberta' vigilata.
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| art. 216 c.p.
art. 219 c.p.
art. 102 c.p.
art. 103 c.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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