| 106673 | |
| IDG760900143 | |
| 76.09.00143 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| salidu s.
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| nota a ass. roma 6 marzo 1972
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| Giur. it., an. 126 (1974), fasc. 1, pt. 2, pag. 39-42
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d51400; d60211; d6224
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| l' a., riportando le conclusioni della corte secondo la quale il
delitto di strage consiste nel compimento di atti aventi obiettiva
idoneita' a creare pericolo alla vita ed alla integrita' fisica della
collettivita', sorretti dal dolo specifico di uccidere, osserva l'
esistenza in giurisprudenza e in dottrina di difformita' d' opinioni
sul momento consumativo del reato e sulla sua circostanza aggravante.
significativo e' poi il tentativo operato dalla sentenza annotata nel
senso di riqualificare il ruolo della disciplina concernente la
competenza per territorio, in una prospettiva diversa da quella
accolta dalla giurisprudenza prevalente, e cioe' facendo diretto
richiamo all' imprescindibile collegamento della normativa
processuale ordinaria con il principio costituzionale del giudice
naturale. infine giurisprudenza e dottrina sono concordi nel ritenere
che la dichiarazione di incompetenza territoriale pronunciata in
dibattimento non travolge la chiusura, irriversibile, dell'
istruzione, comportando esclusivamente la traslazione degli atti dal
giudice dichiaratosi incompetente a quello ritenuto competente.
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| art. 422 c.p.
art. 39 c.p.p.
art. 42 c.p.p.
art. 439 c.p.p.
art. 477 c.p.p.
art. 44 c.p.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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