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| IDG760900150 | |
| 76.09.00150 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| fassone e.
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| nota a ord. trib. biella 28 novembre 1972
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| Giur. it., an. 126 (1974), fasc. 2, pt. 2, pag. 93-96
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d50424; d640
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| l' ordinanza annotata, affrontando il problema specifico della
competenza a concedere la liberazione condizionale e prendendo
posizione a favore della "giurisdizionalizzazione" dell' esecuzione
penale, si pone in contrasto con la tesi, tuttora prevalente in
dottrina, che configura l' esecuzione come attivita' amministrativa.
l' a. rileva che l' ordinanza non si limita a denunciare la scelta
politica dell' assegnazione al ministro, anziche' al giudice di
sorveglianza, del potere di concedere la liberazione condizionale, ma
fa leva sulla triplice lesione del diritto di difesa che il potere
ministeriale comporta, sotto il profilo dell' assenza di uno
specifico dovere di riferimento a parametri normativi, di un' assenza
del contraddittorio, e di un' assenza del diritto all' impugnazione.
sotto questo profilo, nota l' a., l' ordinanza trova sostegno nella
sentenza 18 maggio 1970 della corte costituzionale che assegna al
giudice di sorveglianza la competenza a pronunciare in tema di
liberazione condizionale, con provvedimento reso in contraddittorio,
motivato ed impugnabile.
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| art. 24, comma 2, cost.
art. 111, comma 2, cost.
art. 43 r.d. 28 maggio 1931, n. 602
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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