| 106693 | |
| IDG760900163 | |
| 76.09.00163 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| cervetti f.
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| nota a cass. sez. i pen. 29 marzo 1972
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| Giur. it., an. 126 (1974), fasc. 4, pt. 2, pag. 197-200
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d51900
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| l' a., nel commentare la sentenza annotata, osserva che varie
soluzioni sono state prospettate dalla giurisprudenza di merito in
tema di momento perfezionativo del contratto e passaggio della
proprieta' nella vendita in supermercati. la cassazione appare
orientata senza oscillazioni a ravvisare il reato di furto, anche se
risulta opportuno distinguere fra il caso in cui il soggetto agente
si e' limitato ad infilare in tasca o in una borsa l' oggetto
prelevato il che "integra una mera irregolarita' nel soggiacere ad
una prassi contrattuale, penalmente irrilevante"; il caso in cui,
celato l' oggetto con particolare cura, l' agente abbia tentato di
passare alla cassa e ivi sia stato scoperto, il che "configura l'
atto idoneo e non equivoco a commettere il delitto di furto", salvo
poi il quesito se il reato sia tentato o consumato; e il caso in cui
il soggetto sia riuscito a superare il controllo della cassa senza
corrispondere il prezzo dell' oggetto nascosto, nella quale ipotesi
e' evidente che "risulta integrato l' elemento oggettivo del furto
consumato".
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| art. 624 c.p.
art. 1326 c.c.
art. 1336 c.c.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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