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| IDG760900172 | |
| 76.09.00172 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| cervetti f.
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| nota a cass. sez. i pen. 26 gennaio 1973
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| Giur. it., an. 126 (1974), fasc. 6, pt. 2, pag. 297-298
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d5003; d51414; d6136
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| l' a., rilevato che non si rinvengono precedenti specifici in ordine
alla massima annotata, chiarisce e specifica alcuni concetti ad essa
relativi. si deve ritenere, innanzitutto, che si abbia traffico di
stupefacenti nelle ipotesi in cui tali sostanze sono poste in
commercio da soggetti privi di autorizzazione. per aversi il fatto
integratore del reato di abusivo commercio di sostanze stupefacenti
e' sufficiente un singolo atto di commercio. anche la dottrina e',
poi, costante nel ritenere che nessuna prova vincola il giudice sul
modo di esaminare i risultati della prova e di valutarla secondo un
suo criterio personale, soggettivo. ne consegue che la valutazione,
compiuta congruamente dal giudice di merito, del valore probatorio
della confessione dell' imputato, non puo' formare oggetto di censura
in cassazione trattandosi di elementi di fatto che sfuggono al
sindacato di legittimita'.
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| art. 6 c.p.
art. 1 c.p.p.
art. 337 c.p.p.
art. 6 l. 22 ottobre 1954, n. 1041
l. 8 dicembre 1961, n. 1658
art. 474 c.p.
art. 524 c.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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