| 106703 | |
| IDG760900173 | |
| 76.09.00173 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| bargis m.
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| nota a cass. sez. iii pen. 26 gennaio 1973
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| Giur. it., an. 126 (1974), fasc. 6, pt. 2, pag. 299-302
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d544
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| l' a., definita la cinesiterapia come pratica fisioterapica che
consiste nel sottoporre l' organismo a movimenti razionali per curare
determinate affezioni morbose, concorda con la cassazione che ha
respinto la tesi secondo cui vi sarebbe "cinesiterapia" soltanto
quando il beneficiario delle cure fisiche sia soggetto passivo dell'
azione del fisioterapista, con esclusione, quindi, dell' ipotesi in
cui il paziente, soggetto attivo, pone in essere i movimenti
suggeritegli. nella fattispecie oggetto della sentenza era stata
praticata una ginnastica correttiva, si effettuava cioe' la
"cinesiterapia" e, di conseguenza, si rendeva necessaria l'
autorizzazione del medico provinciale per l' apertura della palestra.
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| art. 14 r.d. 28 settembre 1919, n. 1924
art. 194 r.d. 27 luglio 1934, n. 1265
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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