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| IDG760900190 | |
| 76.09.00190 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| mittone a.
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| nota a cass. sez. ii pen. 29 novembre 1972
cass. sez. vi pen. 7 aprile 1972
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| Giur. it., an. 126 (1974), fasc. 7, pt. 2, pag. 391-394
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d6051
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| l' a. pone a confronto i 2 diversi orientamenti giurisprudenziali in
tema di domicilio dichiarato o eletto per le notificazioni all'
imputato. secondo un primo orientamento l' elezione di domicilio e'
valida solo se l' interessato ha provveduto nelle forme indicate
nell' art. 171 codice di procedura penale, in quanto si tratta di
atto a forma vincolata, sottoposto dalla legge a severo rigore
formale affinche' venga evitata ogni contestazione in ordine alla
provenienza della dichiarazione. di conseguenza e' stata ritenuta
invalida l' elezione tramite raccomandata. in altre occasioni, il
supremo collegio ha invece ammesso deroghe alle forme stabilite nell'
art. 171, purche' l' elezione di domicilio risulti comunque raccolta
a processo verbale. l' a. ricorda pero' che vi e' anche un altro
orientamento che, contrariamente a quelli sopra ricordati, prescinde
dalla ricezione a processo verbale dell' elezione di domicilio
ammettendo forme diverse "purche' idonee a portare il contenuto a
sicura conoscenza dell' ufficio procedente".
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| art. 171 c.p.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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