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107116
IDG760401087
76.04.01087 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
donati cesare
la liberta' di sciopero nella repubblica popolare cinese
Crit. dir., an. 2 (1975), fasc. 5-6, pag. 190-204
(Bibliografia: a fine articolo o capitolo)
d95432; d95437
l' a. analizza la complessa problematica legata all' emanazione della costituzione della repubblica popolare cinese -approvata dall' assemblea nazionale popolare il 17 gennaio 1975- ed in particolare all' enunciazione contenuta nell' art. 28, in cui si dice che i cittadini godono della "liberta' di sciopero, culmine delle altre liberta'". lo sciopero si concreta cosi' non come negazione di forza-lavoro, ma come rifiuto di collaborazione dinanzi all' imposizione di rapporti di diritto borghese in luogo di rapporti politici. in altre parole lo sciopero nella societa' socialista e' liberta' per il proletariato di esistere immediatamente come classe, liberta' che produce un nuovo concetto di legittimita', non piu' statico ma dinamico, e che stimola i lavoratori a modificare le condizioni di lavoro approfondendo la lotta di classe contro le insorgenze - mai del tutto eliminate - del diritto borghese.
Ist. filosofia del diritto - Univ. FI PV ROMA



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