Banche dati professionali (ex 3270)
Stampa giuridica

Documento


11626
IDG781310398
78.13.10398 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
pini massimo
perche' e' fallito il decentramento televisivo
Crit. soc., an. 70 (1978), fasc. 23-24 (5 dicembre), pag. 43-48
d18322
(Sommario: ancor oggi persiste il vecchio modo di produrre burocratico, verticistico, accentrato nella capitale. la legge sull' emittenza locale deve favorire lo sviluppo di imprese produttive e non parassitarie)
l' a. sostiene che nei primi tre anni di riforma radiotelevisiva e' prevalso il modello burocratico sul modello professionale e competitivo. nella legge di riforma, osserva l' a., non si identifica chiaramente ne' un decentramento aziendale ne' un decentramento istituzionale. per quanto riguarda la terza rete televisiva, che per la rai rappresenta attualmente un sinonimo di decentramento, l' a. ritiene necessario che questa nuova rete sia integrativa e non ripetitiva delle due reti gia' esistenti. infine, l' a. afferma che il ruolo della rai, che deve ripensare il decentramento ed estenderlo a tutte le reti televisive e alla radiofonia, si collega con quello del parlamento che deve affrontare i nodi dell' adeguamento della legge di riforma alla sentenza della corte costituzionale del 28 luglio 1967, con la quale si legittima l' emittenza locale privata, nonche' la regolamentazione della emittenza privata in un' ottica globale che tenga conto delle diverse dimensioni delle imprese e della garanzia del diritto di espressione.
Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti



Ritorna al menu della banca dati