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117015
IDG770900052
77.09.00052 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
carmova angelo
la "violazione piu' grave" ex art. 81 c.p.: concretezza ed "ontologia" nell' applicazione della novella sul concorso formale di reati
nota a pret. messina 3 ottobre 1974
Arch. pen., vol. 32, an. 6 (1976), fasc. 1-4, pt. 2, pag. 65-70
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
d5014
l' a., rilevata l' impossibilita' di determinare su di un piano ontologico le differenze tra delitti e contravvenzioni, sottolinea la necessita' di determinare la "violazione piu' grave", ai sensi dell' art. 81 codice penale, in base ad un diverso criterio che non puo' non consistere in un accertamento di tipo concreto. dopo aver segnalato una profonda contraddizione nel metodo interpretativo usato in sentenza e nelle conclusioni cui la decisione annotata perviene sul punto, li' dove, mentre rifiuta, da un lato, il criterio ontologico, dall' altro sostanzialmente lo accoglie affermando che "il delitto costituisce sempre e in ogni caso violazione piu' grave della contravvenzione", lo stesso a. precisa come, invece, l' individuazione concreta della "violazione piu' grave" non possa svolgersi attraverso l' esame di particolari norme astrattamente considerate, bensi' valutando gli effetti che, di volta in volta, e nel caso concreto, discendono nei confronti del giudicabile. in conclusione, l' applicazione data dalla sentenza annotata al nuovo art. 81 codice penale, non solo contrasta con il fine della riforma, ma appare addirittura lesiva del principio costituzionale di uguaglianza, in quanto riserva al soggetto che abbia posto in essere diversi fatti previsti come delitto e come contravvenzione, una soluzione sanzionatoria diversa da quella che e' applicabile a chi debba rispondere di piu' delitti ovvero di piu' contravvenzioni.
d.l. 11 aprile 1974, n. 99 art. 81 c.p. art. 2 comma 3 c.p.
Ist. dir. penale - Univ. TO



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