| l' a., richiamando i primi due articoli del primo capitolo dal
trattato politico, pone in evidenza il rifiuto operato da spinoza dei
suoi predecessori, individuati nelle categorie dei "filosofi" e dei
"politici". riguardo alla prima categoria, spinoza, secondo l' a.,
formula l' equazione san tommaso; moro, la quale, combinata con l'
equazione hobbes; san tommaso, consente di concludere molto
problematicamente che hobbes; moro. una possibile spiegazione di cio'
e' rintracciabile, secondo l' a., nella conclusione dell' articolo 1
in cui spinoza esprime l' opinione che cio' che separa questi
filosofi risulta irrilevante rispetto a cio' che effettivamente li
unisce. l' articolo 1 e', in definitiva, un sistematico riferimento
alla politica tomista, nella convinzione che la politica dei filosofi
altro non sia che una pura chimera, scarsamente utile se non nel
quadro di un' utopia. riguardo alla seconda categoria, spinoza, dopo
aver messo in chiaro l' opinione dei tomisti secondo cui i politici
sono da ritenere piu' come abili che come saggi, giunge a
caratterizzare la politica come "scienza pratica" non piu' fondata
sui principi tomisti. tenendo conto della sfida machiavelliana, d'
altra parte, l' utopia di moro apparirebbe agli occhi di spinoza come
la verita' di ogni politica filosofica. la conclusione, secondo l'
a., e' che l' opposizione tra "filosofi" e "politici" viene superata
da spinoza attraverso un rovesciamento radicale dei due termini. il
machiavellismo, nato da una riflessione sulla contraddizione di una
"scienza pratica" ha spinto spinoza a sconvolgere la problematica
politica tradizionale.
| |