| il progetto rivoluzionario che gramsci elabora nei quaderni del
carcere, prima ancora che trasformazione della struttura economica,
intende essere il programma di una rivoluzione culturale. la "riforma
intellettuale e morale", infatti, si definisce in un confronto
costante col cristianesimo, di cui pretende essere il superamento
critico. in quanto riforma intellettuale, che sostituisce il realismo
e l' oggettivismo della visione del mondo cristiano con una
concezione filosofica ispirata piu' allo storicismo ed all'
immanentismo di benedetto croce che al pensiero economico di marx, la
"filosofia della prassi" finisce col trasformarsi in una sorta di
kulturkampf, che eredita i pregiudizi razionalistici dell'
illuminismo. in quanto riforma morale, essa non sfugge al relativismo
storicista, condizionando i valori etici all' efficacia dell' azione
politica. piu' che il superamento del cristianesimo, la "riforma
intellettuale e morale" non e' che l' espressione, storicamente e
culturalmente condizionata, di un sistema filosofico totalizzante che
fa dell' ideologia marxista una fede religiosa, della politica una
morale, del partito comunista una chiesa.
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