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121041
IDG780400140
78.04.00140 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
santambrogio marco
una nota sugli operatori deontici e gli atteggiamenti proposizionali
contributo al convegno del centro di studi metodologici di torino, maggio 1975
Riv. filos., vol. 67, (1976), fasc. 1, pag. 199-216
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
f6001; f60020
l' a. discute il problema della grande divisione partendo dalla discussa inferenza di searle, secondo cui dall' enunciato descrittivo di una promessa si puo' passare all' enunciato prescrittivo dell' obbligo di mantenere cio' che si e' promesso. l' a. confuta l' obiezione di hintikka all' inferenza searleana, sostenendo che la distinzione tra obbligo assoluto o attuale ed obbligo prima facie, e', in questo caso irrilevante. secondo l' a. "promettere" e' un verbo di atteggiamento proposizionale ed ha, come tale, la stessa semantica di "aver l' obbligo di". tale ipotesi non e' una tautologia, bensi' un' ipotesi empirica che riguarda l' uso di certe parole e fatti extralinguistici. per l' a., tuttavia, la derivazione di ought da is non sussisterebbe, perche' gia' nelle premesse e' contenuto un elemento normativo, rappresentato dal verbo "promettere". la descrizione di un atto come la promessa comporta elementi sia intenzionali sia intensionali, il cui correlato semantico e' la molteplicita' dei mondi possibili. cio' pone il problema se le intensioni possano trovar posto nelle teorie scientifiche. l' a. riconosce che l' eliminazione delle intensioni e' la direzione in cui si muove (e, secondo quine, si dovrebbe muovere) la scienza moderna, ma sottolinea le difficolta' d' analisi ed i problemi contro cui ci si scontra, quando si trattino entita' come le convenzioni sociali ed i fatti istituzionali (vs. fatti bruti).
Ist. filosofia del diritto - Univ. FI PV ROMA



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