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| IDG780400144 | |
| 78.04.00144 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| jori mario
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| su carcaterra e lecaldano
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| intervento al convegno del centro di studi metodologici di torino,
maggio 1975
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| Riv. filos., vol. 67, (1976), fasc. 1, pag. 119-123
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| f6001
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| per l' a. il tentativo di carcaterra incorre in due tipi di
difficolta' insuperabili. il primo tipo di difficolta' e' che le
leggi etiche transculturali riposano sopra una nota elasticita' e
vaghezza dei termini etici in cui esse sono formulate. la vaghezza
dei termini dovuta o all' indeterminatezza di essi o alla varieta'
delle eccezioni ammesse dalle diverse morali al principio generale,
conduce alla formalita' delle leggi transculturali, che risulta,
cosi', inadatta a giustificare prescrizioni specifiche. l' altro tipo
di inconveniente e' che con la legge transculturale il problema della
fondazione dell' etica si sposta di un gradino: si tratta ora di
giustificare l' accettazione stessa della legge transculturale come
base di un giudizio etico prescrittivo e non piu' meramente
descrittivo, descrittivo cioe' delle opinioni e abitudini etiche piu'
o meno diffuse. l' a. concorda con lecaldano sull' impostazione che
vede come analoghi la struttura e il fondamento dei discorsi
prescrittivi e descrittivi, ma non ne condivide gli esiti
antidivisionisti. la distinzione filosofica tra vari livelli di
discorso ha la inquietante caratteristica di instaurare un ricorso
all' infinito ogni volta che si cerca di fondare in modo conclusivo
un discorso. cio' vale, per l' a., tanto per il discorso prescrittivo
quanto per quello descrittivo, ma rende, percio', inutile anche il
tentativo di fondare il discorso prescrittivo su descrizioni di fatti
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| Ist. filosofia del diritto - Univ. FI PV ROMA
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