| l' a. risponde a pattaro che il suo ragionamento e' circolare:
pattaro ha gia' escluso, per definizione, proprio cio' che l' a.
ritiene sia storicamente avvenuto: cioe' che i divisionisti si sono
richiamati ad una premessa descrittiva nel tentativo di giustificare
la direttiva implicita nella legge di hume. per l' a., la concezione
del significato e della derivazione e' un problema da riaffrontare e
non un presupposto da cui dedurre la legge di hume. l' a. risponde a
jori che sarebbe opportuno usare con un significato diverso e piu'
consono alla tradizione analitica i termini "metaetico" e "relativo";
ribadisce che si puo' essere non divisionisti e relativisti senza
contraddirsi e fa notare che e' proprio l' accostamento istituito dal
non divisionista tra procedure delle scienze e ragionamento in
morale, a permettere di abbandonare definitivamente lo stato d' animo
dell' assolutista deluso. pur concordando, poi, con alcuni
suggerimenti di gianformaggio e di gargani, l' a. precisa, tuttavia,
riguardo alla prima che l' obiettivo di un approccio non divisionista
al ragionamento in etica non sia tanto quello di smascherare l'
autoritarismo della scienza, quanto piuttosto di insistere su di un'
analoga autorita' della scienza e della morale; e riguardo al secondo
che occorre pur sempre distinguere tra atti linguistici utilizzando
una scala che non comporti fratture dicotomiche, ma che consenta
classificazioni fluide.
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