| l' a. esamina attraverso le opere e le lettere le tensioni, non
sempre coerenti dell' ultima filosofia politica schellingiana,
contemporanee alla rivoluzione del 1848. vi si ritrovano i temi
antichi della filosofia dell' eta' giovanile, quali la teorizzazione
della diseguaglianza tra gli uomini e la concezione che l'
ordinamento dello stato sia modellato sul regno delle idee. l' a. si
sofferma soprattutto sulle novita' della polemica contro il
contrattualismo e dello sforzo di dare una giustificazione teorica
della monarchia. l' a. rileva come schelling non sappia andare oltre
l' argomento tradizionale della origine patriarcale della forma
monarchica e sottolinea che all' ideale di stato del
costituzionalismo liberale schelling ne vuole contrapporre un altro
piu' gradevole, ma anche piu' piatto: egli mira, in contrasto con il
suo disprezzo per ogni forma di utilitarismo, a convincere i sudditi
che e' per essi piu' comodo essere governati anziche' partecipare al
governo. l' a. conclude, quindi, mostrando come schelling oscilli tra
una giustificazione metafisica, da un lato, ed una legittimazione
utilitaristica, dall' altro, dello stato.
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