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| IDG780400152 | |
| 78.04.00152 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| acocella giuseppe
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| costituzione liberale e democrazia totalitaria nella critica di
benjamin constant al "contratto sociale"
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| Riv. filos., vol. 67, (1976), fasc. 1, pag. 67-100
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| f8611
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| l' a. esamina gli scritti storico-politici e la teoria costituzionale
liberale di constant alla luce della sua polemica con rousseau. pur
ammirando di rousseau l' amore per la liberta', constant ne condanna
la teoria: la sovranita' inalienabile ed indivisibile puo' condurre
soltanto all' assolutismo ed al totalitarismo. le paradossali tesi di
rousseau sulla liberta' e sulla volonta' generale sfociano in un
potere assoluto, infallibile e totalitario. cosi' gli ideali
rivoluzionari francesi, eredi delle teorie democratiche rousseaviane,
non potevano che sfociare nel periodo del terrore giacobino e della
tirannide napoleonica. per constant, la democrazia e' piu' pericolosa
ed ingiusta della stessa monarchia assolutista, poiche' nessun
tiranno oserebbe fare in nome proprio quello che farebbe, invece, il
rappresentante della volonta' generale, legittimandolo con l'
estensione illimitata dell' autorita' sociale. per constant due sono
i dogmi egualmente pericolosi: il diritto divino e la sovranita'
illimitata del popolo. di contro alla democrazia totalitaria, l' a.
mette in luce come constant sia favorevole ad una costituzione
liberale i cui requisiti siano la mobilita' e la certezza ed il cui
valore informatore sia l' individualista.
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| Ist. filosofia del diritto - Univ. FI PV ROMA
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