Banche dati professionali (ex 3270)
Stampa giuridica

Documento


121054
IDG780400136
78.04.00136 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
scarpelli umberto
etica, linguaggio e ragione
relazione al 25 congresso nazionale di filosofia, pavia, settembre 1975
Riv. filos., vol. 67, (1976), fasc. 1, pag. 3-25
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
f6001
l' a. esamina la possibilita' di un' etica razionale alla luce della filosofia linguistica e della teoria degli ordinamenti normativi contemporanei. l' a. accoglie una definizione esplicativa del concetto di ragione allargata rispetto alla prospettiva tradizionale, che limitava il discorso razionale alle sole proposizioni conoscitive con valori di verita' e di falsita'. per l' a. un discorso razionale e' possibile anche su proposizioni cui convengano valori diversi da quelli di verita' e falsita'. delinea le posizioni assunte nei confronti delle proposizioni etiche da wittgenstein, per cui le proposizioni dell' etica sono insensate, in quanto i valori trascendono i limiti del linguaggio che esprime soltanto la conoscenza dei fatti; da ayer e da stevenson, che hanno dell' etica una concezione emotivistica e riducono il linguaggio dell' etica ad espressione e stimolazione di emozioni; da hare, che sostiene la funzione direttiva delle proposizioni etiche. l' a. accoglie la concezione di hare e sostiene la tesi hureana del salto logico tra proposizioni descrittive e proposizioni direttive. l' a. difende la tesi della divisione tra essere e dover essere contro il naturalismo e la possibilita' di derivare per implicazione pragmatica un giudizio di valore (direttivo) da un' asserzione (descrittiva) circa un proprio atteggiamento. l' a. conclude che alle proposizioni etiche aventi una funzione direttiva convengono i valori di validita' e invalidita' e che e' possibile un controllo razionale di esse all' interno di un sistema normativo, di cui distingue tre specie: gli ordinamenti statici e dinamici di kelsen; i sistemi etico-politici in cui si derivano norme teleologiche, strumentali ai fini perseguiti. ogni sistema normativo ha una norma fondamentale la quale fonda la validita', ma non e' valida, cioe' non e' logicamente derivabile. l' a. conclude che un discorso razionale e' possibile entro ognuno dei tre sistemi, ma che ognuno di essi si fonda su di un principio metaetico, il quale e' espressione di un atteggiamento metalogico che garantisce una volonta' etica consapevole.
Ist. filosofia del diritto - Univ. FI PV ROMA



Ritorna al menu della banca dati