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| IDG780900109 | |
| 78.09.00109 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| corso piero
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| nota a cass. sez. i pen. 11 maggio 1976
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| Giur. it., an. 129 (1977), fasc. 10, pt. 2, pag. 451-454
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d50424
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| l' a. commenta in modo sostanzialmente favorevole una sentenza della
corte suprema in cui si legge che l' art. 176 codice penale esige una
prova certa e non equivoca del ravvedimento del condannato, e tale
prova deve desumersi dal comportamento complessivo del condannato e
quindi, in primo luogo, dall' osservanza del doveroso rispetto verso
gli agenti di custodia. l' a. rileva poi che non e' richiesto che il
ravvedimento sia dimostrato fin dall' inizio dell' esecuzione della
pena: cio' che conta e' un esame globale del comportamento, ivi
comprese eventuali manifestazioni negative, la cui entita' e' da
soppesare caso per caso. nell' ipotesi concreta, la suprema corte ha
annullato con rinvio l' ordinanza concessiva della liberazione
condizionale, ravvisando un difetto di motivazione nell' omesso esame
della circostanza che il condannato istante era imputato di oltraggio
nei confronti di un agente di custodia.
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| art. 176 c.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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