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| IDG780900111 | |
| 78.09.00111 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| padovani tullio
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| nota a cass. sez. v pen. 13 aprile 1976
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| Giur. it., an. 129 (1977), fasc. 10, pt. 2, pag. 459-462
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d51501
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| l' a. si sofferma su una decisione di legittimita' ove si legge che
per uso gia' fattone, ai sensi dell' art. 466 codice penale, deve
intendersi non un uso qualsiasi, ma l' uso avvenuto in conformita'
alla normale destinazione dei valori di bollo; e poiche' per le
marche da bollo la normale destinazione e' costituita dalla
possibilita' del loro impiego per l' adempimento in modo
straordinario dell' imposta di bollo, ne deriva che il delitto
previsto dall' art. 466 codice penale in tanto si configura in quanto
il primo uso della marca sia servito ad assolvere l' imposta in
ordine ad un atto gia' formato e come tale soggetto a tributo fin
dall' origine. un uso diverso invece, come per esempio nel caso in
cui le marche da bollo siano state annullate per errore e poi
recuperate ed utilizzate regolarmente, e cosi' pure per una
diversita' di segni sulle marche, puo' dar luogo ad un mero illecito
amministrativo qualora i valori di bollo vengano di nuovo adoperati,
a norma del decreto del presidente della repubblica 26 ottobre 1962
n. 642, che vieta di usare marche deteriorate o comunque usate in
precedenza. l' a. concorda con la decisione basandosi sulla
configurazione dell' oggetto giuridico del reato.
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| art. 466 c.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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