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121353
IDG780900145
78.09.00145 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
galluccio michele
il problema della continuazione fra reati sanzionati con pene eterogenee
nota a cass. sez. i pen. 30 giugno 1975
Arch. pen., vol. 33, an. 7 (1977), fasc. 1-2, pt. 1, pag. 43-49
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
d5014
premesso che l' annotata sentenza ripropone uno dei problemi interpretativi, tra i numerosi, emersi nella nuova disciplina del reato continuato risultante dal decreto legge 11 aprile 1974 n. 99, l' a. affronta il problema della continuazione in generale e conclude nel senso che se, in conformita' al principio di uguaglianza, la continuazione deve, contrariamente a quanto affermato nella sentenza in esame, ritenersi applicabile a fatti puniti con pene eterogenee, non e' ammissibile che tale applicazione porti, attraverso il cumulo giuridico, ad un aumento della pena di tipo piu' grave. cio' contrasterebbe, infatti, con le finalita' del reato continuato inteso a realizzare un trattamento sanzionatorio piu' favorevole al reo nonche' col principio di legalita' in quanto, ad esempio, verrebbe sanzionato con pena detentiva un fatto che, nella astratta previsione normativa, meritava la sola pena pecuniaria. nel sistema del nostro ordinamento giuridico esistono, invece, a giudizio dell' a., le condizioni per giungere ad una soluzione che ammetta la continuazione tra pene eterogenee nel rispetto, pero', di tutti i predetti fondamentali principi.
d.l. 11 aprile 1977, n. 99 art. 135 c.p.
Ist. dir. penale - Univ. TO



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