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| IDG780900215 | |
| 78.09.00215 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| bargis marta
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| nota a cass. sez. v pen. 29 ottobre 1974
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| Giur. it., an. 128 (1976), fasc. 11, pt. 2, pag. 541-543
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d6051
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| l' a. annota una decisione in cui si legge che, qualora il
cancelliere del giudice a quo dia atto formalmente del deposito in
cancelleria della dichiarazione di domicilio e la trasmetta al
cancelliere del giudice ad quem per essere allegata al processo,
quivi pendente su gravame dell' imputato, viene effettuato un
adempimento equivalente ad un processo verbale, sicche' l' elezione
di domicilio e' pienamente valida. l' a. rileva come in linea di
principio la giurisprudenza abbia sempre ritenuto che l' elezione di
domicilio appartiene alla categoria degli atti a forma vincolata,
onde la relativa dichiarazione e' valida solo se consacrata in un
processo verbale. sul punto la dottrina propende invece per soluzioni
contrastanti. la cassazione, peraltro, ha temperato in varie
occasioni la rigorosa interpretazione dell' art. 171 codice di
procedura penale, ammettendo la validita' di forme equivalenti per l'
elezione di domicilio ed ispirandosi a criteri piu' elastici.
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| art. 171 c.p.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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