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| IDG780900222 | |
| 78.09.00222 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| del rosso dania
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| nota a cass. sez. ii pen. 24 ottobre 1975
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| Giur. it., an. 128 (1976), fasc. 12, pt. 2, pag. 587-590
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d5014
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| l' a. fa un' ampia disamina delle posizioni dottrinali e
giurisprudenziali sugli argomenti oggetto di una sentenza di
legittimita'. in questa si afferma che non e' possibile, senza
violare l' intangibilita' del giudicato, applicare le norme della
continuazione, quando il reato gia' accertato con sentenza
irrevocabile sia meno grave del reato in corso di giudizio. in
secondo luogo si legge che, per stabilire quale sia la violazione
piu' grave nel reato continuato, occorre fare riferimento non
soltanto al titolo del reato ed alla previsione astratta delle
singole pene edittali, ma a tutte le particolarita', nessuna esclusa,
per cui una violazione si appalesi piu' grave rispetto ad un' altra.
l' a. rileva come la giurisprudenza sia costantemente orientata in
tal senso, mentre meno univoco appare l' orientamento della dottrina.
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| art. 81 comma 2 c.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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