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Documento


121448
IDG780900224
78.09.00224 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
del rosso dania
nota a cass. sez. ii pen. 18 giugno 1975
Giur. it., an. 128 (1976), fasc. 12, pt. 2, pag. 597
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
d50109; d51520
l' a., commentando una decisione della cassazione in cui si legge che la grossolanita' del falso non va confusa con la facilita' di ravvisarlo da parte di poche persone e, pertanto, puo' costituire mezzo assolutamente idoneo a produrre l' evento solo quando possa essere scoperto da parte di chiunque, essendo altrimenti sufficiente ad integrare il reato l' attitudine del falso ad ingannare la buona fede, rileva che, per la dottrina che ravvisa l' oggetto della tutela dei reati di falso nella pubblica fede, e' decisivo il fatto che la falsificazione appaia ad un esame immediato, e che esista quindi una assoluta inidoneita' del documento ad ingannare la pubblica fede.
art. 49 c.p. art. 485 c.p.
Ist. dir. penale - Univ. TO



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