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| IDG780900238 | |
| 78.09.00238 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| gaito alfredo
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| in tema di continuazione tra delitti e contravvenzioni
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| nota a cass. sez. iii pen. 17 gennaio 1976
cass. sez. ii pen. 16 gennaio 1976
cass. sez. vi pen. 14 gennaio 1976
cass. sez. iii pen. 10 novembre 1975
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| Giur. it., an. 129 (1977), fasc. 2, pt. 2, pag. 51-52
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d5014
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| l' a. commenta in modo sfavorevole le decisioni di legittimita' ove
si legge che l' art. 81 comma 2 codice penale anche nella nuova
formulazione e' inapplicabile alle ipotesi di continuazione tra
delitti e contravvenzioni, o a quelle di contravvenzioni punite con
pene diverse, in quanto l' eterogeneita' delle pene rende impossibile
l' aumento della pena piu' grave, affermazione che risponde alla
consolidata giurisprudenza. secondo l' a. la chiave di volta per
risolvere il problema va ricercata negli artt. 137 codice penale e
579 comma 2 codice di procedura penale in tema di ragguaglio tra pene
eterogenee. sono disposizioni che producono necessariamente i loro
effetti ogni qual volta debba, o possa, procedersi ad operazione
comparativa fra le diverse specie di pena, vincolando l' interprete
al rispetto di un parametro che riduce pene diverse ad omogenea
unitarieta'.
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| art. 81 c.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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