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| IDG780900239 | |
| 78.09.00239 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| fassone elvio
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| nota a cass. sez. iii pen. 17 ottobre 1974
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| Giur. it., an. 129 (1977), fasc. 2, pt. 2, pag. 73-75
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d50411; d635
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| l' a. annota in modo favorevole una decisione di legittimita' in cui
si legge che, poiche' la facolta' di rinunciare all' ammistia attiene
al diritto della difesa ed e' quindi esercitabile in ogni stato e
grado del giudizio, sempre che la legge non stabilisca che la
rinuncia debba essere esercitata entro un periodo di tempo
determinato, legittimamente la facolta' di rinunciare all' amnistia
e' esercitata dall' imputato mediante l' impugnazione della sentenza
istruttoria con la quale e' stato concesso il beneficio, allorche' il
reato originariamente contestato non rientrava nel beneficio, e
quindi non poteva essere esercitata la facolta' di rinuncia. l' a.,
dopo aver rilevato che la decisione e' innovativa del precedente
orientamento giurisprudenziale, sottolinea come la corte suprema
abbia fatto leva sul momento in cui la rinuncia viene esercitata e,
constatato che il decreto del presidente della repubblica 22 maggio
1970, n. 283 non pone alcun termine finale, ha dedotto che la
rinuncia puo' essere manifestata anche con l' impugnazione della
sentenza applicativa del beneficio.
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| art. 151 c.p.
art. 387 c.p.p.
art. 526 c.p.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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