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| IDG780900243 | |
| 78.09.00243 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| del rosso dania
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| nota a cass. sez. v pen. 2 ottobre 1975
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| Giur. it., an. 129 (1977), fasc. 3, pt. 2, pag. 137-138
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d51874; d50163
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| l' a. annota una decisione in cui si legge che, in tema di minaccia,
l' eventuale giustizia della causa che ha determinato l' intervento
intimidatorio non rende automaticamente giusto il danno minacciato;
il danno puo' essere considerato giusto, solo se la minaccia
rappresenta il mezzo necessario per evitare la lesione di un
interesse, materiale o morale, posto in pericolo dalla persona
minacciata. in secondo luogo si afferma che la legittima difesa
postula una certa proporzione tra l' offesa minacciata e la reazione
difensiva. tale proporzione pero' va desunta non solo dal rapporto
tra il danno incombente e la conseguente reazione, ma anche dalla
possibilita' o meno di reagire con altri mezzi, ugualmente adeguati,
ma meno violenti. l' a., dopo una breve disamina della giurisprudenza
e della dottrina in materia, rileva che, sebbene la sentenza accenni
alla necessita' di comparazione dei beni contrapposti, il criterio
risolutivo resta quello della proporzione tra i mezzi.
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| art. 52 c.p.
art. 612 c.p.
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| Ist. dir. penale - Univ. TO
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