| premesso che nelle carceri vengono a formarsi piccole comunita',
isolate dalla societa' degli uomini liberi, le quali creano norme
diverse da quelle di fuori, una terminologia e dei segni speciali tra
cui i tatuaggi comprensibili e propri a chi fa parte del gruppo, l'
a. afferma che, conseguentemente, attraverso lo studio di questi
ultimi si possono avere notizie utili sulla identita' e la psiche del
portatore avendo cosi' uno strumento valido per cercare di capirne
meglio la personalita' ed i problemi. sottolineata, quindi, la
diffusione della pratica del tatuaggio soprattutto nelle carceri
minorili, l' a. diversifica i tatuaggi a seconda dei soggetti e
procede cosi' alla formulazione di una ipotesi sulla loro funzione:
a) funzione del tatuaggio come segno di distinzione per il
rafforzamento dell' identita', b) come segno magico-protettivo, c)
come segno di valore puramente affettivo ed erotico. attraverso un
attento esame dei tatuaggi, cosi' come si evince da tutta una serie
di interviste e di indagini, si puo', a giudizio dell' a., in
definitiva, arrivare alla scoperta di reati commessi, e la pelle
diviene una specie di carta d' identita' contenente i dati piu'
rilevanti della biografia del portatore, il quale spesso rendendosi
conto di quanto la giustizia possa trarre vantaggio da questi segni
soprattutto come mezzo di riconoscimento, tenta di farli sparire ad
ogni costo.
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