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| IDG790600420 | |
| 79.06.00420 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| bessone mario
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| impossibilita' "economica" della prestazione, clausola generale di
buona fede e giudizio di equita'
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| Foro it., an. 103 (1979), fasc. 2, pt. 5, pag. 49-54
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d306090; d306131; d306004; d95201; d95331
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| l' a. nota come in tema di risoluzione del contratto sia determinante
l' imprevedibilita' dell' evento che ha causato l' eccessiva
onerosita' di una delle prestazioni. tale principio che e' accolto
oggi in italia, si allontana dalla tradizione inglese americana e
tedesca, che valutano in modo meno rigoroso l' imprevedibilita' ai
fini della risoluzione. esiste quindi nei paesi stranieri una
generale revisione del concetto di impossibilita' della prestazione.
secondo l' a., inoltre, il concetto di equita' si risolve in una
tecnica di giudizio che sfugge ad ogni razionalizzazione. se,
infatti, in un ordinamento si vuole che il concetto di buona fede sia
un criterio di valutazione degli interessi contrattuali, e quello di
equita' fonte di integrazione del contratto, e' necessario, elaborare
indici di giudizio tanto esatti e circoscritti da evitare che i
suddetti concetti diventino incompatibili con la logica complessiva
delle norme del codice civile. tanto e' vero soprattutto alla luce di
una analisi comparatistica, infatti, sia nei paesi di common law sia
in germania si tende sempre piu' a circoscrivere lo spazio riservato
all' equita' e alla buona fede.
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| art. 1467 c.c.
art. 1374 c.c.
art. 1218 c.c.
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| Ist. per la documentazione giuridica - Firenze
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