| gli aa., quali appartenenti all' ordine forense, si propongono di
dare il loro contributo all' auspicata riforma della organizzazione
della giustizia: indicano dunque una serie di "guasti" che essi, come
tutti coloro che svolgono attivita' forense, hanno avuto modo di
constatare: si riferiscono, per citarne alcuni, all' ordinamento
della cancelleria, al tipo e genere di registri, alla custodia degli
atti, alla "complessita' delle operazioni che si richiedono per il
rilascio delle copie, alla richiesta di consulenze scritte, quando il
giudice, assistito da un esperto, potrebbe meglio apprendere i dati
del problema su cui deve pronunziare. propongono come criterio di
fondo da tenere presente, ove il legislatore decidesse finalmente di
intervenire, di fare salvi ed identificare i principi fondamentali
cui si dovra' ispirare l' opera di ricostruzione dell' ordinamento
processuale: come la garanzia del contraddittorio; la possibilita'
piu' ampia per il cittadino di un rapporto con il giudice mediato da
un' adeguata formazione tecnica degli operatori di giustizia; la
possibilita' di rimedio degli errori accogliendo strumenti adeguati
al nostro tempo, di facile uso e controllo, chiaramente ordinati.
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