| come l' a. stesso afferma nella premessa, con questo saggio si
propone di elaborare non una "teoria", ma una "fenomenologia" della
giustizia del nostro secolo; egli, quindi, rifiutando una
esplorazione in astratto del valore "giustizia", tenta di coglierne
le concrete realizzazioni. a tal fine mette in evidenza il rapporto
sussistente fra "gruppi di fatti" e corrispondenti manifestazioni di
giustizia, pervenendo ad una distinzione fra "giustizia
costituzionale", "giustizia internazionale" e "giustizia sociale",
ognuna delle quali affonda le sue radici nella storia e costituisce
una testimonianza del tentativo di superare determinati conflitti.
dimostra dunque che la "giustizia costituzionale" testimonia il
tentativo di superare il conflitto fra "diritto naturale" e "diritto
positivo", fra "legge" ed "equita'"; cosi' come la "giustizia
internazionale" costituisce uno sforzo di superamento delle
concessioni nazionalistiche, dell' idea dello stato-nazione fonte
esclusiva del diritto e della giustizia; infine la "giustizia
sociale", che non mira solo alla composizione delle controversie
internazionali, ma si rivolge ai diritti dell' uomo, ed in funzione
della loro efficace tutela si orienta verso una sempre piu' completa
rimozione della "sovranita' nazionale". conclude sottolineando che
lungo e difficile sara' il cammino verso l' integrazione delle tre
dimensioni suddette, ma che questa e' sicuramente la meta finale cui
tende l' umana avventura.
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