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126732
IDG790600451
79.06.00451 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
piccoli giuseppe
il divieto del "ne bis in idem" e la tutela della sicurezza del lavoro nel delitto di cui all' art. 437 c.p.
nota a app. pen. trento 10 febbraio 1978
Riv. giur. lav. prev. soc., an. 29 (1978), fasc. 8, pt. 4, pag. 430-438
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
d7773; d51404
l' a. rileva un' estensione delle applicazioni dell' art. 437 codice penale a tutela della sicurezza del lavoro. critica, peraltro, la sentenza annotata, che ammette l' operativita' della norma quando sia posta a repentaglio l' incolumita' di una collettivita' di persone, negandola invece quando l' evento pericoloso abbia riguardato un solo lavoratore. il pericolo funge da ratio dell' incriminazione ex art. 437, e tuttavia il fatto puo' ritenersi integrato solo quando la cautela omessa sia idonea a mettere realmente a repentaglio l' incolumita' dei lavoratori, dovendo dunque compiersi l' accertamento sul pericolo cagionato dal fatto. per converso, la mera omissione della cautela dovuta basta a integrare le contravvenzioni dei decreti prevenzionali del 1955-56. l' a. ritiene applicabile allo stesso fatto la sola contravvenzione o il solo delitto. ne deriva la non riproponibilita', per lo stesso fatto, di un nuovo giudizio basato sulla violazione delle diverse normative sopra citate, in virtu' del valore preclusivo del principio "ne bis in idem", sancito dall' art. 90 codice procedura penale.
art. 437 c.p. art. 16 d.p.r. 7 gennaio 1956, n. 164 art. 90 c.p.p.
Ist. per la documentazione giuridica - Firenze



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