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| IDG790600493 | |
| 79.06.00493 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| falaschi vittorio
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| l' art. 15 primo comma del d.p.r. 21 gennaio 1976 n. 7 (art. 39 t.u.
1905 sul credito fondiario).
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| nota a trib. milano 14 marzo 1977
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| Banca borsa tit. cred., s. 31, an. 41 (1978), fasc. 4, pt. 2, pag.
449-453
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d30642; d30572; d3142; d306046; d3163
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| l' a. nota che in tema di credito fondiario la risoluzione del
contratto non si verifica all' avveramento della condizione ma
successivamente in quanto non produce effetti riguardo alle
prestazioni gia' eseguite. in relazione ai problemi interpretativi
posti dagli artt. 14 e 15 del decreto del presidente della repubblica
del 1976, l' a. sostiene che il debito di mutuo fondiario sia debito
di semestralita' per cui sono interessi di mora gli interessi
ordinari del capitale "costituito dalle semestralita' scadute e
rimaste insolute"; inoltre finche' dura l' estrazione a sorte delle
cartelle, il credito fondiario puo' percepire interessi e ha diritto
di collocare le somme anticipate in sede ipotecaria sul prezzo di
aggiudicazione. l' a. continua sostenendo che il credito fondiario
non ammette la possibilita' di scomporre le rate semestrali di
ammortamento in interessi; per cui la par condicio creditorum non
puo' essere attuata qualora partecipi all' ammissione del passivo un
ente di credito fondiario, in quanto tale creditore deve aumentare il
suo credito in capitale durante la procedura del fallimento.
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| art. 14 d.p.r. 21 gennaio 1976, n. 7
art. 15 d.p.r. 21 gennaio 1976, n. 7
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| Ist. per la documentazione giuridica - Firenze
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