| l' a. si interroga sulla natura del terrorismo visto come reazione e
come sintomo della crisi della dimensione politica; del terrorismo
come non solo prodotto, ma anche fattore di ideologia. dopo essersi
soffermato su un' analisi storico-strutturale delle caratteristiche
del terrorismo rivoluzionario, e in particolare del terrorismo 'di
sinistra' in italia, interpretato correttamente dall' opinione
progressista come un 'complotto' -anche internazionale- volto a
impedire la conquista del potere da parte del movimento operaio, l'
a. considera come piu' realistiche le interpretazioni 'sociali' e
'politiche' del fenomeno: le prime che ritengono il terrorismo come
prodotto dal divario fra aspettative e realizzazioni sociali nella
attuale fase capitalistica, le seconde che lo vedono come risposta
alla mancanza di una direzione politica del paese degna di questo
nome. in generale, l' a. ritiene che il terrorismo sia un sintomo di
crisi nella politicizzazione delle masse, cui il sistema
politico-sociale puo' rispondere solo con "una ristrutturazione della
categoria del politico all' altezza della novita' qualitativa dei
processi sociali ed economici in atto".
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