| l' a. fa un esame il piu' possibile spassionato dell' istituto del
decreto-legge, evidenziando maggiormente gli aspetti tecnici,
piuttosto che quelli polemici o squisitamente politici. uno dei punti
toccati e' quello dell' abuso del decreto-legge da parte del governo,
soprattutto nella settima legislatura, a proposito del quale vengono
riportati gli interessanti interventi, effettuati in diverse sedute,
del presidente della camera on. ingrao e del presidente del consiglio
on. andreotti, oltre che di altri parlamentari. altro interessante
argomento sottolineato dall' a. e' quello del rapporto fra il disegno
di legge che pende davanti al parlamento e un decreto-legge che sia
emanato sulla stessa materia. la lentezza dei lavori parlamentari
-viene detto- non sempre legittima l' emanazione di un decreto-legge.
il parlamento non deve sfornare leggi con rapidita': puo' anche non
trasforarle se ritiene utile una pausa di riflessione. questo pero'
non elimina il potere-dovere del governo di emanare un decreto-legge
ricorrendone i presupposti. altri ed interessanti problemi vengono di
seguito trattati, vecchi e nuovi, fino all' ultimo e forse piu'
tecnico: quello del coordinamento tra decreto-legge e legge di
conversione, ove la conversione avvenga con emendamenti, a proposito
dei quali viene tra l' altro sottolineata la cattiva abitudine del
parlamento di non stabilire, se non in casi rarissimi, da quale
momento decorre la loro efficacia. al parlamento costerebbe poco
farlo e nello stesso tempo risparmierebbe fatica all' interprete e
soprattutto eliminerebbe molte controversie giudiziarie.
| |