| in polemica con le tesi sostenute dalla corrente di magistratura
democratica al congresso di rimini, l' a. coglie dalla pubblicazione
dell' intervento del professor pera, di cui condivide le ragioni di
fondo, l' occasione per ribadire quanto aveva gia' scritto
precedentemente sulla necessita' che il giudice resti soggetto solo
alla legge e operi cosi' nella certezza del diritto. anche il momento
creativo della sentenza, quello in cui nasce la "legge del caso
concreto", non e' affatto svincolato dal corpo generale delle leggi e
non puo' avverarsi piegandone "evolutivamente" l' interpretazione
alle ideologie personali del giudice. cosi', solo come una
provocazione per adsurdum, puo' essere intesa la proposta di puntare,
tramite la revisione costituzionale, ad una magistratura elettiva e
"politicamente" responsabile, perche' cio' significherebbe dare per
scontato che la giustizia e' politica. e cioe' niente affatto
giustizia.
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