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| IDG790600699 | |
| 79.06.00699 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| ragusa maggiore giuseppe
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| imprenditore, impresa, societa' e fallimento
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| Riv. soc., an. 23 (1978), fasc. 6, pag. 1486-1540
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| d3110; d313
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| l' a. attraverso l' evidenziazione del ruolo riconosciuto dall'
ordinamento all' imprenditore, si propone di dimostrare che il centro
di imputazione del fallimento e' costituito non dall' impresa, ma
dallo stesso imprenditore. a tal fine analizza i concetti di
imprenditore e di impresa con riferimento ai testi del 1942, in
particolare al codice civile e alla relazione del guardasigilli sull'
impresa in generale e constata che, al piu', l' impresa puo'
costituire un elemento propulsivo e di sintesi dei fattori della
produzione, ma che proprio in tal senso essa non sostituisce ma si
ricollega sempre ad un soggetto che imprime forza dinamica ai fattori
stessi: appunto al soggetto-imprenditore, al quale solo quindi puo'
riferirsi il fallimento. alle medesime conclusioni l' a. perviene
trattando la questione e in relazione all' impresa nelle societa' di
capitali e nelle societa' di persone; alla luce degli artt. 147 e 222
della legge fallimentare; trova poi un' ulteriore conferma alla sua
tesi dalla dimostrazione dell' assoggettamento del socio deceduto o
receduto al fallimento e dalla disciplina della revocatoria
fallimentare, deducendo da quest' ultima che gli elementi essenziali
per la revoca sono ricollegabili alla presenza di un soggetto (l'
imprenditore), al suo atteggiamento di ordine psicologico e alla
conoscenza del suo stato da parte del terzo. conclude il suo lavoro
spostando l' indagine dal piano strettamente giuridico a quello
socio-economico per evidenziare la trasformazione delle strutture e
l' evoluzione del concetto d' impresa.
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| art. 147 l. fall.
art. 222 l. fall.
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| Ist. per la documentazione giuridica - Firenze
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