| l' a. analizza due modelli normativi in materia di assunzione,
classificazione e uso delle informazioni che riguardano la persona.
il primo appartiene alla esperienza nord-americana e si intitola
privacy act e risale al 1974; il secondo e' la loi relative a' l'
informatique, aux fichiers e aux libertes, approvata dall' assemblea
legislativa francese nel 1978. dall' esame di entrambe le normative
viene avvalorata, secondo l' a., la proposta di considerare la
privacy come una nozione aperta, e non invece come una figura di
illecito ormai precisa in tutti i suoi contorni, e nello stesso tempo
trova conferma la tesi che in materia di informatica e di tutela
della privacy non e' consigliabile introdurre modelli molto
dettagliati e rigidi ma e' preferibile ricorrere ad una legislazione
per principi. per quanto concerne l' accesso ai dati e al loro
controllo, l' a. nota che finche' l' accesso e il controllo sono
riservati all' interessato, che deve agire individualmente, l'
applicazione delle leggi, e il loro corretto funzionamento e'
strettamente connesso con la sensibilita' dei cittadini ai problemi
dell' informatica e, nello stesso tempo, alle possibilita' anche
tecniche, che a ciascuno sia dato di poter attivare i procedimenti
previsti per la correzione delle schede, ovvero per la loro
circolazione controllata.
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