| la crisi del marxismo non e' da attribuire a "lacune" nel pensiero di
marx, che ha sviluppato in modo particolare la sua ricerca a "livello
critico" (critica dell' autonomia del politico), dedicando poi
attenzione al problema dell' "estinzione". la crisi nella teoria
marxista e' legata all' incapacita' di analizzare i cambiamenti in
politica e nello stato in un periodo di "transizione", situato fra la
crisi della tradizionale forma di stato e la prospettiva di
"estinzione". la crisi del tradizionale stato liberale implica un
incremento dell' attivita' dello stato, una maggiore razionalita' e
la configurazione del carattere separato dello stato. queste nuove
forme di stato implicano un ruolo decisivo per la burocrazia e gli
specialisti, che sono tramite dell' ingresso delle procedure
scientifiche nella produzione, e la diffusione di nuove forme di
razionalita'. il marxismo indifferente all' incremento della
razionalita' delle funzioni dello stato, e' stato progressivamente
escluso dalle forme di conoscenza organizzata dentro l' area statale,
avallando la continuazione di una tendenza che vede lo stato
semplicemente come uno strumento degli interessi di classe; d' altro
canto cio' determina il profilarsi di un atteggiamento agnostico nei
confronti dell' organizzazione specializzata della conoscenza, con la
conseguente incapacita' di analizzare i nuovi tipi di contraddizione
che vengono generati.
| |