| 139433 | |
| IDG811000155 | |
| 81.10.00155 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
| |
| Redazione
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Nota a Cass. sez. I 4 febbraio 1980 n. 779
| |
| Rass. trib., an. 23 (1980), fasc. 9-10, pt. 2, pag. 209-210
| |
| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
| |
| D23106; D23100; D3125
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| L' A. riferisce che nella sentenza in rassegna la Corte di Cassazione
si e' pronunciata in tema di agevolazioni per le fusioni di societa'
su di un caso in cui la delibera di fusione e' stata adottata nel
vigore della legge n. 170 del 1965 (che prevedeva l' imposta fissa di
lire 20.000 quando il capitale risultante dalla fusione avesse
superato il miliardo di lire), mentre l' atto di fusione e' stato
registrato dopo l' entrata in vigore della legge n. 57 del 1968 (che
prevedeva l' imposta fissa di 1 milione) affermando l' applicabilita'
delle aliquote vigenti al momento della registrazione dell' atto. Nel
rilevare la difformita' di tale orientamento da quello della
prevalente dottrina (secondo cui il rapporto tributario sorge agli
effetti dell' imposta di registro al momento della stipula dell'
atto), l' A. osserva che ai sensi della vigente disciplina dell'
imposta di registro per gli atti soggetti a registrazione in termine
fisso (come gli atti di fusione di societa') deve ritenersi che fatto
generatore del debito tributario sia la formazione e non la
registrazione dell' atto.
| |
| art. 1 l. 18 marzo 1965, n. 170
art. 3 l. 17 febbraio 1968, n. 57
| |
| Ist. dir. tributario - Univ. GE
| |